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24 gennaio 2010

Albano: bloccare l'inceneritore

SOSPENDERE L’A.IA. - BLOCCARE IL CANTIERE!

Ancora una volta la regione Lazio ha intenti molto chiari: ignorare la volontà di migliaia di cittadini dei castelli romani e favoreggiare invece i profitti dei privati.

Infatti oggi, 21 gennaio 2010, dopo le ultime mobilitazioni e i ricorsi depositati al TAR, il coordinamento contro l’ inceneritore di Albano ha preteso di vedere quale era la posizione del consiglio regionale in merito all’ inceneritore di Albano. Una delegazione si è recata in regione durante il consiglio che avrebbe dovuto votare - sotto richiesta di una parte della maggioranza - l’ approvazione o meno dell’ impianto di Albano e la nostra richiesta di sospensiva cautelare dell’ A.I.A. controfirmata da tutti i sindaci del bacino del territorio e da 10 consiglieri regionali.

Invece che sottoporre quanto detto all’ attenzione del consiglio e quindi esporsi dichiarandosi favorevoli o contrari all’ impianto di Albano e anche al piano rifiuti Marrazzo (giugno ‘08) la maggioranza si è accordata in maniera penosa e deludente in altro modo: nessun voto è stato espresso su Albano né tantomeno sulla richiesta di sospensiva dell’ A.I.A.
Il consiglio regionale, in particolare il vicepresidente Montino, si è limitato a scrivere una lettera indirizzata al consorzio che dovrebbe costruire l’ inceneritore (oltre che ai sindaci di Roma, Albano e Ardea ) nella quale si dice che “ la regione invita la società di indirizzo, a valutare la possibilità di rinviare, per il tempo necessario alla pronuncia al TAR Lazio, ogni iniziativa per la realizzazione dell’ opera in questione [...] al fine di non esasperare l’allarme sociale [...] anche in considerazione delle conseguenze che eventuali azioni non sufficientemente ponderate potrebbero determinare sull’ erario pubblico”

Il vice presidente Montino sarà davvero preoccupato dell’ inasprimento delle tensioni sociali? Sarà davvero preoccupato che se iniziano il cantiere e poi il TAR darà ragione ai cittadini potrebbero essere persi inutilmente preziosi soldi pubblici? O semplicemente è preoccupato che il TAR si pronuncerà il 24 marzo, a soli 4 giorni dalle elezioni regionali del 28-29 e che i risultati elettorali potrebbero risentirne?

Noi prendiamo atto, innanzitutto, che il piano regionale dei rifiuti Lazio, come del resto l'autorizzazione del gassificatore di Albano, non sono stati approvati consiglio regionale, quanto piuttosto dalla forzatura compiuta da Marrazzo in qualità di commissario straordinario dei rifiuti. Insomma un atto straordinario emesso da una sola persona, con valore di 6 mesi. Atto che quindi oggi, è completamente SCADUTO!! Ovvero fuori dai termini di applicabilità!!

Prendiamo atto che il consiglio regionale non ha voluto sottoporre al voto la nostra richiesta di sospensiva continuando così a nascondersi vergognosamente nell’ ombra, dietro un dito, per fuggire alle proprie responsabilità davanti alla popolazione.

Prendiamo atto che il vicepresidente montino e la sua giunta non vogliono esercitare i poteri istituzionali di cui dispongono per tutelare la salute dei cittadini e l’ ambiente.

Questo noi lo sapevamo già, ora dovrebbe essere chiaro a tutti.
Abbiamo contato sempre sulla nostra capacità di autorganizzazione, è con questa che andremo avanti e che bloccheremo questo impianto. Saremo noi, i diretti interessati, a determinare le scelte sul nostro territorio e il nostro futuro, non certo un imprenditore e 4 politici incarogniti!

PROSSIME ASSEMBLEA PUBBLICHE :

- 23 Gennaio ore 17.00, MONTAGNANO, bar “Pedalino” incrocio tra v. ardeatina, v. montagnano, v. torpaluzzi
- 28 Gennaio ore 16.30 Università la Sapienza di Roma, vecchio edificio di Fisica, aula Majorana
- 30 Gennaio ore 17.00, CECCHINA, P.zza Salvo d’Acquisto
- 5 Febbraio ore 17.00 CANCELLIERA, Parrocchia via Pantanelle
- 12 Febbraio ore 20.30, PAVONA, Centro Anziani via Roma 1.

Coordinamento contro l’ inceneritore di Albano

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