CONTROLLO EMISSIONI INCENERITORI E CEMENTIFICIO DI COLLEFERRO
EP SISTEMI MOBIL SERVICE ITALCEMENTI
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30 maggio 2010

CS Retuvasa: Piano Risanamento Qualità dell’Aria - Perimetraziona Zona A Colleferro

Comunicato Stampa sul Piano Risanamento Qualità dell'Aria a Colleferro

Comunicato Stampa Rete per la Tutela della Valle del Sacco
 
Piano Risanamento Qualità dell’Aria: Perimetraziona Zona A Colleferro
L'amministrazione comunale di Colleferro nei giorni scorsi ha iniziato a rispondere alle prescrizioni del Piano
di Risanamento della Qualità dell'Aria, come da nostra sollecitazione e comunicazioni precedenti riguardo al
problema delle polveri sottili, per le cui emissioni la nostra città ha il triste secondo posto nella Regione
Lazio. E a varare i primi provvedimenti.
Esaminandoli, in primo luogo è evidente che il rispetto delle norme di attuazione del PRQA lascia alquanto a
desiderare: è stata scelta la linea più semplice e percorribile, tralasciando, almeno per il momento,
indicazioni di gran lunga più importanti di quanto considerato sinora, ovvero la perimetrazione di Colleferro e
l'inibizione al traffico degli autoveicoli più inquinanti entro tale perimetro.
In una città come la nostra, in cui l'incidenza delle polveri sottili è da imputare a numerosi fattori, si è colpito
solo un anello, il più semplice e immediato. E si è partiti nel modo peggiore: senza la necessaria
informazione, creando disagi alla cittadinanza.
Si rifletta invece sull'art. 5 delle norme di attuazione del Piano che identificano nel riscaldamento ad uso
civile una delle cause maggiori di incidenza dell’inquinamento dell’aria.
Ci chiediamo come sia possibile, in contrasto alle conseguenti prescrizioni, continuare a deliberare piani di
edificazione incontrollata, nel nome di un accordo di programma unilaterale, prevedendo nel Piano
Urbanistico Generale Comunale un irrealistico incremento della popolazione del 50%. Questa prima
contraddizione evidenzia come ogni preoccupazione ambientale sia subordinata alla gratificazione
dell’interesse economico a cementificare il territorio, a colpi di varianti al Piano Regolatore, per averne un
ritorno in cabina elettorale.
Altra almeno temporanea omissione riguarda l'art. 6, relativo agli impianti di combustione ad uso industriale,
che indica nel comma 2a la necessità di prevedere di “simulare a livello orario la distribuzione degli
inquinanti in un dominio spaziale della dimensione di alcune decine di km". Ciò non interessa più solo
Colleferro, ma l'intera media Valle del Sacco. Tale norma va ad aggiungersi alle 125 prescrizioni AIA
(Autorizzazione Integrata Ambientale) per la concessione alla ripresa del funzionamento degli inceneritori di
Crediamo che dopo quanto accaduto negli anni passati sia lecito attendersi un rapporto dell’amministrazione
sull’attuazione di tutte le prescrizioni, e che vengano una volta per tutte resi noti i valori di emissioni in
atmosfera derivanti dall’incenerimento dei rifiuti.
Giungiamo infine all’art 16, che riguarda i compiti dei Comuni relativi al traffico (adozione del piano urbano
del traffico tenendo conto della necessità di riduzione delle emissioni in atmosfera; azioni di fluidificazione
del traffico attraverso sistemi semaforici intelligenti, tabelloni digitali per l’informazione costante
sull’andamento della viabilità, videosorveglianza, varchi elettronici con sistemi tipo telepass per gli accessi
alle zone a traffico limitato, sistemi di monitoraggio delle condizioni della mobilità urbana, controlli sui divieti
di sosta, in particolare in doppia fila, informazioni rilevate e diffuse via radio/sms dalle flotte taxi sulle
condizioni del traffico urbano; promozione della riduzione delle percorrenze urbane delle auto private
attraverso individuazione di aree pedonali e/o a traffico limitato, realizzazione di parcheggi di scambio gratuiti
autoveicoli-TPL [Trasporto Pubblico Locale], incremento delle piste ciclabili urbane e bike sharing;
promozione di modalità alternative di trasporto privato, quali il Car Sharing, il Car Pooling, il taxi collettivo;
controllo dell'efficacia delle azioni dei responsabili della mobilità aziendale; agevolazione della riduzione dei
tempi di percorrenza dei mezzi pubblici e della fruibilità degli stessi da parte dei cittadini; promozione del
coordinamento tra realtà produttive/erogatrici di servizi presenti nella stessa area territoriale, al fine di creare
le condizioni per l’attuazione di servizi di trasporto collettivo; messa a punto di piani sull’intermodalità come
Piani Spostamento Casa Lavoro/Scuola e azioni a favore degli abbonati al TPL; adozione del piano del
traffico merci, definendo, ove possibile, percorsi obbligatori e/o preferenziali per il traffico pesante al fine di
evitare o ridurre la circolazione dei mezzi pesanti all’interno dei centri urbani; agevolazione della costruzione
di una rete di distribuzione per la ricarica dei mezzi elettrici; affidamento dei lavori pubblici a ditte che
utilizzano mezzi a basso impatto ambientale; definizione dell’area del centro urbano soggetta alle limitazioni
al traffico veicolare di cui all’articolo 15 e conseguente ampia e tempestiva comunicazione alla popolazione).
Ebbene il comma 5k, quello che riguarda la perimetrazione, è l’ultima voce del lungo elenco, a conferma di
quanto già detto: l’applicazione del PRQA è stata affrontata in modo alquanto riduttivo.
D’altro canto, la fretta con cui si sono dovute cominciare ad attuare le norme del PRQA è un indicatore della
gravità della situazione di Colleferro. Città in cui si è fatto di tutto per produrre tale situazione, e si fa ancora
poco e male per sanarla.
Curioso poi vedersi regalato, come residenti di Colleferro, il parcheggio gratuito della stazione (negletti i
poveri pendolari dei Comuni limitrofi). Sempre che i proprietari dei veicoli di vecchia generazione, spesso
poco abbienti, riescano ad arrivarci…
Una buona idea alternativa sarebbe stata l’introduzione delle linee pubbliche elettriche, con nuovi tragitti.
Va detto, d’altra parte, che è senza dubbio molto positiva la ricerca di un accordo ambientale con
Italcementi, che sembra produrrà qualche risultato concreto. Non si è considerato però sinora il problema dei
mezzi pesanti che trasportano il cemento prodotto e che circolano costantemente all’interno del centro
Dimenticarsi degli inceneritori poi è una costante dell’amministrazione, una sorta di certificazione di etica
limitata. Etico sarebbe stato dissociarsi da GAIA e condannare pubblicamente gli arresti del 2009.
Per concludere, forse è sfuggito a molti che l’azienda di gran lunga a più basso impatto ambientale, almeno
sino a oggi, ovvero la Alstom, è condannata alla chiusura, da tempo annunciata, a dispetto di dichiarazioni
politiche trasversali che ne garantivano una ripresa.
Ci attendiamo però che SLIM e Turbogas determino la ripresa occupazionale del nostro comprensorio, entro
il modello di contro-sviluppo sostenibile che fino ad oggi ci ha contraddistinto. Chi sopravviverà vedrà.

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