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20 maggio 2010

Giornata Internazionale della Biodiversità: casa ecologia a Colleferro

Salve,


l'Associazione Culturale UGI (Unione Giovani Indipendenti)

ci invia l'invito a un'iniziativa e volentieri ve lo inoltriamo

Maggiori dettagli all'indirizzo

http://ugionline.it/articoli/la-casa-ecologica-a-colleferro-212223-maggio/



Ufficio stampa RETUVASA

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La mostra itinerante più grande d'Europa sugli stili di vita sostenibili approda a Colleferro (RM)

21-22-23 MAGGIO 2010 piazzale della piscina comunale

In concomitanza con la Giornata Internazionale della Biodiversità, il 21, 22, 23 maggio a Colleferro si parlerà di tutela della biodiversità, di conservazione degli ecosistemi, di impiego ponderato delle risorse.

Le nostre abitazioni sono responsabili per oltre il 35% dei consumi energetici totali e delle conseguenti emissioni di gas serra nel pianeta. Per diffondere in modo diretto e pratico i principi da seguire per migliorare il nostro rapporto con la natura, approda a Colleferro la mostra itinerante sugli stili di vita sostenibili.

La Casa EcoLogica rappresenta ed espone nelle piazze d’Italia tutte le buone pratiche ecocompatibili per una convivenza sana, pacifica nel rispetto del pianeta e degli esseri viventi. Strutturata come una vera e propria casa, pone al centro il tema dell’abitare ecologico, in ragione di una necessità sempre più stringente di fare i conti con i cambiamenti climatici.

Aperta gratuitamente a tutta la cittadinanza, la mostra è stata già visitata da più di 350.000 persone in 200 città diverse di Cinque Paesi Europei, compresa l’Italia. Vi possono accedere studenti di tutte le fasce scolastiche, a cui vengono offerte visite guidate e lezioni di didattica ambientale a cura del personale specializzato. Tutti i visitatori possono usufruire di visite guidate e consulenze gratuite, oltre che la possibilità di reperire materiale informativo gratuito attraverso l’Ecoteca della Mostra.

L’intera struttura della mostra, è dotata di sistemi energetici e idrici funzionanti, alimentati da energie rinnovabili e soluzioni per il risparmio energetico: i collettori solari per la produzione di acqua calda, i pannelli solari fotovoltaici e generatore eolico per la produzione di energia elettrica.

Sono presenti elettrodomestici ed apparecchi ad alta efficienza energetica, illuminazione a basso consumo, infissi a doppi vetri basso emissivi.

Una ampio settore della mostra è dedicato alla bioedilizia con esempi di sezioni di pareti e tetti isolati con materiali naturali. Campioni di isolanti naturali vengono messi a confronto con quelli sintetici raffrontandone caratteristiche, pregi e difetti.

Tutta la struttura dell’abitazione è coibentata con pannellature di fibra di legno per l’isolamento termico ed acustico. Per la verniciatura interna della mostra sono state usate esclusivamente vernici naturali ed ecologiche.

La componente che riguarda il risparmio idrico propone test pratici su come risparmiare acqua potabile attraverso riduttori di flusso facilmente applicabili a qualsiasi rubinetto o doccia e un impianto di raccolta e utilizzo dell’acqua piovana. Viene anche esposta una descrizione dettagliata di un sistema di fitodepurazione delle acque di scarico.



Il progetto:

Non dire EcoFatto, se non ce l’hai nel Sacco

Diventa sempre più importante, nella società di oggi, comprendere le ragioni della progettualità sostenibile; solo correggendo ed adeguando il nostro modo di pensare e di agire possiamo garantire alle generazioni future un ambiente in salute ed una società più equa.

L’obiettivo del progetto "Non dire EcoFatto, se non ce l’hai nel Sacco" è creare una rete informativa che sensibilizzi i ragazzi e la cittadinanza ad un approccio etico verso l’ambiente. Con la corretta divulgazione dei principi fondanti della sostenibilità, si illustra una modalità del vivere in comunione con le risorse energetiche e i materiali che la natura offre.

Il progetto di educazione ambientale per le scuole medie superiori è stato ideato ed è tuttora realizzato dall'Associazione Culturale UGI (Unione Giovani Indipendenti) (www.ugionline.it) di Colleferro e dal laboratorio di progettazione sostenibile Linfa (www.laboratoriolinfa.com) di Roma, in collaborazione con la Provincia di Roma (assessorato allo sport, al turismo, alle politiche giovanili), la Presidenza del Consiglio dei Ministri (dipartimento della gioventù), la Regione Lazio (lavoro, pari opportunità e politiche giovanili).

Il progetto si svolge in una serie di incontri pomeridiani, mirati ad informare, sensibilizzare ed educare i giovani studenti che si affacciano al mondo dell’università e del lavoro ad una visione sistemica delle risorse ambientali. Diversi esperti ricercatori e professionisti, provenienti da ambiti umanistici come da quelli progettuali e scientifici, illustrano le loro posizioni e chiariscono ogni

dubbio sui complessi e transdisciplinari caratteri del vivere in modo sostenibile.

Grazie a prove laboratoriali e la simulazione di case studies, le lezioni permettono, con la interattività dei ragazzi, una buona assimilazione dei concetti esposti.

Si sono aperti dibattiti sui pregi e i difetti dei diversi metodi di produzione energetica; analizzando i cambiamenti climatici in corso, attraverso lo studio dell'ecosistema, sono illustrate le diverse strategie che l'uomo può intraprendere per ridurre l'impatto sull'ambiente.

Mediante visite guidate nelle aree verdi appartenenti alla Valle del Sacco, vengono raccolti elementi atti alla catalogazione della vegetazione; attraverso esercitazioni di disegno, si avvicineranno i giovani al mondo delle scienze biologiche. Verranno descritte le essenze presenti, per proporle più avanti nel tempo ai visitatori delle aree naturaliste, sottolineando le problematiche che queste hanno riportato qualche tempo fa a causa dell'allarmante contaminazione del fiume Sacco.

Tutto questo perché si vede nella corretta informazione la strada per acquisire una maggiore consapevolezza dei rischi che l'uomo sta facendo correre alla Terra e alla vita delle prossime generazioni. Comprendendo le modalità per improntare una economia ecologica, si producono nuove idee per il benessere dell'uomo e di tutti gli esseri viventi.

 

I prossimi appuntamenti:

EcoFatto in 10, 100, 1000 Pallet

Oltre alle lezioni, che si terranno ogni settimana presso il Liceo Scientifico "G.Marconi" di Colleferro, è già stato fissato il prossimo appuntamento da svolgersi all'aperto. Ricalcando il successo delle passate edizioni romane di "10, 100, 1000 Pallet", dall'1 luglio avrà inizio il workshop all'aperto che permette ai partecipanti, acquisite le competenze necessarie per studiare un’area verde, di poterla riqualificare, progettando e poi costruendo arredi con materiali di risulta.

Gli studenti proporranno, con schizzi, disegni e modelli in scala, le loro idee progettuali; i designer e i tutor presenti stimoleranno il pensiero creativo dei giovani, accompagnandoli a realizzare il prototipo del loro progetto. Tema da svolgere? "L'oggetto che diventa servizio, promotore di attività collettive e conviviali".

17 maggio 2010

La Casa Ecologica a Colleferro!

La E.M.S. Servizi Tecnologici sarà presente alla seguente iniziativa:


L’Unione Giovani Indipendenti in collaborazione con Laboratorio Linfa, nell’ambito del progetto “Non dire Ecofatto se non ce l’hai nel sacco”, presentano:
PAEA (Progetti Alternativi per l’Energia e l’Ambiente) sarà a Colleferro per presentare la sua mostra itinerante su risparmio energetico, energie rinnovabili, bioedilizia e risparmio idrico…Le alternative messe in pratica!
PROGRAMMA:
VENERDI’ 21:


ore 11 – inaugurazione della casa ecologicacon le istituzioni locali;

ore 15 – stand informativi e animazione;

SABATO 22: Giornata mondiale della biodiversità<-

ore 10:30 – conferenza del dott. Enrico Alleva, docente dell’Università La Sapienza di Roma e presidente della società italiana di etologia, sulle “specie sentinella”;

ore 15 – stand informativi e laboratori per bambini;

ore 19:30 – cena di sottoscrizione;

ore 21 – “Blood Sugar Sex Magik” in concerto, cover band Red Hot Chili Peppers;

DOMENICA 23:


ore 15 – stand informativi e laboratori creativi per ragazzi e bambini;

ore 19 – corto teatrale “La ricerca del diritto” della compagnia Contrakkolpo Teatro;
L’ORARIO PER VISITARE LA CASA NEI TRE GIORNI DI ESPOSIZIONE E’ DALLE 9:00 ALLE 13:00 E DALLE 15:00 ALLE 19:00.

17 novembre 2009

PIATTAFORMA PROGRAMMATICA RE.TU.VA.SA.

MORATORIA- Sospensiva di tutti i progetti che hanno un impatto ambientale sul territorio, relativo alle emissioni nell’atmosfera, nel suolo e nelle acque, e che procederebbero in direzione opposta alle richieste dei cittadini di attività e infrastrutture sostenibili per la regione, già compromessa dall’inquinamento accumulato per decenni, e di un’occupazione di lunga durata. In particolare la sospensione delle delibere autorizzative del 2008, relative agli ampliamenti delle aree di competenza A.S.I, che prevedono inserimenti di terreni disposti a macchia sul territorio (A.S.I. di Frosinone), aree distanti dalle opere infrastrutturali di rilevanza strategica (depuratori consortili) e prossime a centri abitati o in zone fortemente urbanizzate.- Subordinazione di ogni progetto con emissioni ad una valutazione globale dell’impatto su tutta la valle, superando le valutazioni dei singoli VIA e delineando un ambito territoriale i cui confini vengano dedotti da uno studio dell’orografia e delle altre caratteristiche naturali del territorio, superando gli attuali confini amministrativi, dando una centralità al corso fluviale, e con particolare attenzione alle componenti geologiche ed idrografiche del territorio.

MODELLO DI SVILUPPO- Promozione degli ecodistretti industriali, portatori di attività a basso impatto, con assistenza di un organismo terzo costituito sulla base del modello francese del “Centre Scientific et Technicque du Bâtiment”; con stima degli incentivi e disincentivi da inserire nei bandi di gara per l’utilizzo di fondi strutturali europei- Svolta strategica degli enti locali per l'approvvigionamento di energia elettrica attraverso fonti alternative per le attività industriali e commerciali e capillare diffusione, a livello domestico, della cultura del risparmio e dell’autoproduzione energetica- Riprogettazione del ciclo di smaltimento dei rifiuti secondo i seguenti principi essenziali:* la promozione della pratica del riciclo e del recupero di materie prime. la riduzione degli imballaggi e in generale la cultura del re-design industriale;* la raccolta differenziata porta a porta spinta a tutti i comuni e incentivata attraverso specifiche direttive regionali;* la progettazione immediata di impianti di differenziazione e dismissione graduale degli inceneritori e delle discariche di conferimento di rifiuto “tal quale”;* Bonifica delle discariche di rifiuti sparse nel territorio.

TUTELA DELLA SALUTE- Elaborazione di una mappa del rischio sulla base delle attuali informazioni alla quale relazionare i futuri insediamenti abitativi e produttivi con obbligo di acquisizione nei DOCUP e P.R.G comunali, e sospensiva degli strumenti urbanistici in deroga- Valutazione approfondita del danno biologico e stima complessiva del costo di bonifica con chiara definizione dei costi attribuibili alle imprese inquinatrici- Avvio dell'indagine epidemiologica su tutta la valle * Estensione delle indagine a un bacino più ampio di popolazione;* ampliamento dell'indagine epidemiologica a tutte le sostanze chimiche inquinanti derivanti dai processi di produzione delle industrie attraverso la loro mappatura sistematica; * inclusione dei residui da incenerimento nelle sostanze patogene (es.: nanoparticelle).

MONITORAGGIO- Intensificazione dell’attività degli organismi di controllo (ad esempio ARPA) con tempestive comunicazioni dei dati, resi di facile accesso ai cittadini, e canale di comunicazione diretto tra soggetti civici associati e tali organi che facilitino ulteriori controlli su richiesta degli stessi soggetti attivi - Monitoraggio sulla stabilità e sulla contaminazione della falda freatica , una razionale progettazione all’utilizzo della stessa con particolare attenzione alla intensità degli emungimenti.

PARTECIPAZIONE ATTIVA DEI CITTADINI- Elaborazione di un modello di democrazia partecipata, sul modello della Carta del Nuovo Municipio, che renda possibile la partecipazione di rappresentanti dei soggetti associati ai tavoli tecnici della bonifica, e renda possibile la ricostruzione della memoria a riguardo degli fenomeni di inquinamento dell’epoca industriale - Facilitazione degli accessi agli atti prodotti presso gli enti Regione e Provincia per i rappresentanti dei soggetti associati.

TUTELA DELLE AREE VERDI- Recupero delle aree demaniali inutilizzate e trasformazione in aree verdi affiancate da poli di ricerca e di sviluppo dell’economia locale, in particolare agricola, zootecnica ed energetica- Vincoli di utilizzo delle attuale aree verdi e tutela degli attuali territori con copertura arboree. - Istituzione di altre aree verdi protette, sottraendole così a cementificazione indiscriminata, e tutelare maggiormente quelle esistenti.

15 novembre 2009

Cosa potrebbe avere inquinato l’acqua di Colleferro

RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO


retuvasa@gmail.com


Cosa potrebbe avere inquinato l’acqua di Colleferro

I recenti comunicati diramati dal Comune di Colleferro dichiaravano che il divieto a usare
l'acqua per usi sanitari era causato da infiltrazioni nel pozzo n.7 fornitore dell'acquedotto
comunale, posto a 70 metri di profondità. Questi dati ci hanno fatto sorgere il dubbio
sull'origine della contaminazione. Le falde di superficie, più soggette ad inquinamento, si
trovano tra i 15 e i 40 metri di profondità. Una falda base si trova tra i 70 e i 72 metri. Tra i
due livelli ci sono strati geologicamente diversi che impediscono alle due falde di venire a
contatto. Quando si perfora il suolo per realizzare un pozzo, si coibentano con cemento
tipo calcestruzzo le pareti fino a un massimo di 50 metri per mantenere separate le due
falde, operazione facente parte dell’incamiciatura. Come può esserci dunque
un’infiltrazione a 70 metri?
Se opere artificiali collegano le due falde, può avvenire un passaggio di agenti inquinanti
dalla falda superficiale a quella base. È molto probabile che qualcuno abbia commesso
proprio questo errore madornale. L’opera dell’Ufficio Commissariale per la Valle del Sacco
prevede per il 2009, la costruzione di pozzi atti all’irrigazione dei campi, prima compiuta
prelevando acqua dal fiume, e dei pioppeti con funzioni depurative per il terreno e di
alimentazione per gli impianti energetici di biomasse. Di questi 35 pozzi attualmente ne
sono stati costruiti circa 15 nel 2009. Il problema è come sono stati costruiti. Un costruttore
esperto di pozzi, che dunque conosce la morfologia idrogeologica dell’intera Valle, ci ha
detto di aver visionato le costruzioni e afferma che è stato commesso il grande errore di
non aver osservato le normative per la conservazione delle falde sottostanti. Le specifiche
delle falde di base indicano che queste ultime devono essere protette dal percolamento
delle falde di superficie tramite cementazione tra camicia del pozzo e parete. Nella
situazione in questione, invece, è stata inserita la ghiaia fino al piano campagna
permettendo alle falde di superficie di comunicare con le falde di base e immettendo
quindi in queste ultime eventuali agenti inquinanti.
Questi accadimenti ci preoccupano moltissimo e generano seri dubbi sull'operare della
struttura commissariale. Intendiamo bollare il comportamento quantomeno superficiale
dell'amministrazione comunale di Colleferro, anche perché in passato sono stati costruiti
pozzi profondi in modo corretto, e quindi non si comprende perché non si sia chiesta la
visione del progetto e preteso le opportune correzioni. Chiediamo che venga accertato
attraverso gli organi di controllo quanto abbiamo indicato, di agire di conseguenza nella
Valle dove sono stati costruiti i pozzi, che vengano determinate le eventuali responsabilità
e che venga resa alla cittadinanza la comunicazione spettante di diritto.

Colleferro, 14/11/2009

RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO

PRESIDENTE: 3356545313
VICEPRESIDENTE: 3924810803
SEGRETERIA
UFFICIO STAMPA: 3491331543-3927729370

NODI LOCALI
MONTI PRENESTINI: 3394195961
COLLEFERRO: 3356545313
ANAGNI: 3924810803
FERENTINO: 3389779412

EMAIL: retuvasa@gmail.com – WEB: www.retuvasa.org

13 novembre 2009

Trattamento meccanico Colle Fagiolara

Non ne so molto. Speriamo di avere notizie più precise a breve!
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AVVISO DI PUBBLICAZIONE E DEPOSITO ATTI
IL DIRIGENTE
“Approvazione progetto preliminare per la realizzazione dell’Impianto di Trattamento
Meccanico Biologico presso la discarica di Colle Fagiolara, in variante al vigente P.R.G.”
R E N D E N O T O
Che è depositata per 30 giorni consecutivi (compresi i festivi)) dal giorno 9 novembre 2009,
presso la Segreteria del Comune, unitamente agli atti tecnici, la Deliberazione del Consiglio
Comunale n. 58 del 06 ottobre 2009, riguardante:
“Approvazione progetto preliminare per la realizzazione dell’Impianto di Trattamento
Meccanico Biologico presso la discarica di Colle Fagiolara, in variante al vigente P.R.G.”
Chiunque, privato od Ente Pubblico, può prendere visione e presentare osservazioni, entro
le ore 12,30 del 8 gennaio 2010 (30 giorni successivi dalla scadenza del periodo di deposito).
Le osservazioni, da produrre in forma scritta e in carta legale, devono essere presentate
all’Ufficio Protocollo del Comune.
IL DIRIGENTE
Ing. Claudio PALLOTTA

9 novembre 2009

Biomasse a Colleferro



Non riesco a capire se è una bella o brutta notizia....
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A COLLEFERRO PRIMO IMPIANTO ALIMENTATO DA BIOMASSE
ROMA - Inaugurato oggi presso l'incubatore Bic Lazio di Colleferro il primo impianto a microturbina multi-fuel alimentato da biomasse esistente in Italia, con l'obiettivo di sviluppare l'efficienza energetica e valorizzare la filiera agro-energetica locale. L'impianto fa parte del progetto 'Polo per le Biomasse e l'Efficienza Energetica' dell' Assessorato all'Ambiente della Regione Lazio. Realizzato con il supporto economico della Regione Lazio, l'impianto servira' ad alimentare l'Incubatore di Colleferro che funzionera' con energia prodotta da residui di lavorazione. L' Incubatore, attivo sul territorio dal 1999, ha una superficie di circa 3.000 mq e dispone di 8 ambienti (da 75 a 140 mq circa) destinati alle imprese, ciascuno dei quali provvisto di allaccio agli impianti elettrico, telefonico e idrico. Le aziende insediate possono inoltre disporre di una sala formazione da venti postazioni e di spazi attrezzati per ospitare convegni. Attualmente Bic Lazio ha avviato un servizio sperimentale per la valorizzazione degli scarti da lavorazione di vetroresina, con il quale l'Incubatore intende specializzarsi sui temi dell'efficienza energetica e della sostenibilita' come opportunita' di impresa. L'impianto di cogenerazione di energia elettrica e termica, di piccola dimensione, e' stato progettato e realizzato da Tep (Tecnologie per l'Energia Pulita), in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell'Universita' di Tor Vergata ed e' interamente basato su tecnologia italiana (microturbina Turbec e caldaia Metaref). L'impianto di Colleferro ha una potenza di 100 kilowatt e funzionera' con 1.050 tonnellate di biomassa all'anno, l' equivalente di circa 2000 barili di petrolio. Sono circa 800, invece, le tonnellate di anidride carbonica che ogni anno si evitera' di disperdere nell'ambiente. Si stima che l'energia di questo impianto possa contemporaneamente fornire elettricita', riscaldamento e raffrescamento a 33 appartamenti, o soddisfare le necessita' di un piccolo insediamento industriale.

fonte: www.ansa.it

2 novembre 2009

Inquinamento batteriologico Acque Colleferro

Ci risiamo,
ennesimo divieto di utilizzare l'aqua per scopi alimentari emesso dal comune di Colleferro.

Si tratta di inquinamento batteriologico quindi potenzialmente dannoso per la salute umana.

E una notizia del genere si limitano a comunicarla solo con manifesti in città

ho provato ad andare sul sito del comune e non c'è traccia di alcun approfondimento.

NO all'aeroporto Frosinone

Nuove importanti iniziative pubbliche contro l'AEROPORTO DI FROSINONE
Domenica 4 ottobre dalle ore 10 presso il parcheggio a Roana (Ferentino) PRESIDIO INFORMATIVO e BANCHETTO RACCOLTA FIRME PER DIRE
NO ALL'AEROPORTO di FERENTINO-FROSINONE e SI' ALLO SVILUPPO ECOCOMPATIBILE DELLA VALLE DEL SACCO
VENERDI’ 9 OTTOBRE 2009 ORE 18.00 LOCALI EX MATTATOIO – FERENTINO (Via Alfonso Bartoli) INCONTRO PUBBLICO SUL TEMA "E’ COMPATIBILE UN AEROPORTO CON L’EMERGENZA AMBIENTALE DELLA VALLE DEL SACCO?"
Locandina raccolta firme 4 ottobre

11 marzo 2009

Cacciotti e la parte (in)civile

Il sindaco di Colleferro Cacciotti ha intenzione di costituirsi parte civile per lo scandalo dell'inceneritore.
Vi rendete conto?
Come poteva non sapere?

Come poteva non prendere provvedimenti?

Come poteva non inviare controlli?

Cacciotti, lo stesso individuo che poche settimane fa, in un'aula consiliare che per quel giorno non è stata più pubblica ma interdetta al popolo, ha avuto il coraggio di dire che gli animali trovati morti qualche hanno fa sulle rive del fiume sacco erano stati uccisi dagli allevatori con l'arsenico.
che schifo.


Che classe politica maleodorante!!!

6 marzo 2009

Incubi nel sacco

Riporto l'ennesimo articolo a testimonianza di una situazione ai limiti del sostenibile.
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Le indagini epidemiologiche confermano: oltre cento persone sono state contaminate da un potente insetticida. E intorno al fiume del basso Lazio cresce la paura
La valle del fiume Sacco, in provincia di Frosinone, vive ore da incubo. Le indagini realizzate nel 2006 dalla Asl RmE per conto dell’assessorato all’Ambiente della Regione Lazio, rese note soltanto fra novembre e gennaio scorso, mostrano una realtà che molti avevano intuito: circa 135 persone a ridosso della provincia di Roma, pari al 55% di quelle monitorate, sono state contaminate in maniera irreversibile dal beta esaclorocicloesano (B-Hch), una sostanza derivante dalla sintesi di un potente insetticida (il lindano) bandito nel 2001 e prodotto dalle fabbriche che sorgono lungo quest’affluente del Liri.Il quadro però potrebbe essere ancora peggiore: si attendono infatti le analisi relative a 700 persone in un territorio nel quale l’indagine ha già rilevato un forte aumento del tasso di tumori per i lavoratori esposti a prodotti chimici e amianto negli impianti industriali di Colleferro.
QUEGLI SPORCHI ANNI ‘70
Una vera e propria emergenza ambientale che affonda le radici negli anni Settanta, con le prime relazioni sanitarie sull’ambiente di lavoro della Snia. E che era già esplosa nel 2005, quando i prelievi dell’Istituto zooprofilattico sperimentale avevano dimostrato come da queste parti il B-Hch si stesse diffondendo nella catena alimentare. Ne erano state trovate tracce nel latte di un’azienda bovina di Gavignano (Rm) in un valore circa 20 volte superiore a quello consentito dalla legge.
Da allora è successo assai poco di positivo: «Bisogna dare atto alla Regione di aver avviato, seppure in piccola parte, la bonifica – spiega Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Ma rimangono ancora molti nodi da sciogliere: serve maggiore trasparenza sui luoghi in cui viene scaricato il terreno rimosso, maggiori certezze sull’assoluto non inquinamento della catena alimentare». C’è poi il problema degli impatti: «Il bacino del Sacco – aggiunge Parlati – è quello con il più alto numero di scarichi industriali, ben 88, dell’intera regione, con milioni di metri cubi di reflui ogni anno. Serve una nuova stagione di controlli e soprattutto che non si aggiungano altre attività impattanti a quelle che già oggi avvelenano il fiume».

SCHIUMA MALEODORANTE
Basta recarsi sulle rive del Sacco, fra Anagni e Ceccano, per rendersi conto della situazione: l’acqua è schiumosa, l’aria irrespirabile, il paesaggio fortemente degradato. E il piano di recupero con fondi europei, prospettato dall’assessore regionale all’Agricoltura Daniela Valentini (v. La Nuova Ecologia di ottobre 2005), fatica ad invertire la rotta del degrado: «Nel novembre 2006 – dice l’assessore – abbiamo istituito il Distretto agroenergetico della Valle dei Latini, il primo d’Italia a produrre energie da biocarburanti e biomasse per alimentare autobus e riscaldamenti. Abbiamo approvato anche il piano di distretto per la tutela e il rilancio delle attività agricole tradizionali, tra cui soprattutto la zootecnia. Puntiamo a trasformare il luogo simbolo dell’inquinamento ambientale in un’area di energia pulita e biodegradabile».
Intanto i dati rilasciati dal sub-commissario per l’emergenza Valle del Sacco, Pierluigi Di Palma, restituiscono un quadro drammatico: 3.000 ettari di territorio da sottoporre a bonifica, 700 dei quali interdetti a ogni attività produttiva agro-alimentare, 6.000 capi tra bovini e ovini abbattuti nel 2005, circa 8 milioni di euro erogati ad oggi in indennizzi agli agricoltori sui 10 milioni stanziati.

MILIONI DI PROMESSE
Altri sei milioni sono stati chiesti al ministero dell’Agricoltura per 28mila campionamenti di acqua prelevata dai pozzi. In più c’è l’incubo del betaesaclorociseano trovato nel corpo dei residenti che continuano a chiedersi chi pagherà per tutto questo. Il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, durante un tesissimo incontro pubblico a gennaio nel comune di Morolo, uno degli epicentri di questa vicenda, si è impegnato a «risanare una valle devastata da oltre 20 anni di crimini contro l’ambiente». Anche l’assessore all’Ambiente, Filiberto Zaratti, fa sapere che esiste uno stanziamento da 72 milioni di euro per risanare la zona con reti fognarie, sistemi di collettamento, impianti di depurazione urbani e industriali, riutilizzo di acque reflue.
«Sarà un punto di partenza per la rinascita del territorio» dice. Ma la gente da queste parti continua a tremare.

Articolo pubblicato sul numero di marzo de La Nuova Ecologia
di LORENZO FOGGIA

8 febbraio 2009

Potrò BUTTARE LA MIA MACCHINA

Spero che il giorno in cui potrò BUTTARE LA MIA MACCHINA arrivi presto. Per comprarne una ecologica al 100% o, meglio ancora, utilizzare un sistema di trasporto pubblico efficente ed integrato.


C'è da spostare una macchina! La rottamazione dell'auto va incentivata, non per comprarne una nuova, ma per liberarsi per sempre della vecchia. In cambio di una bicicletta, di un tram, di una linea ferroviaria per pendolari Milano-Voghera che arriva in orario e senza carri bestiame per i passeggeri. C'è da spostare una macchina! Nessun disoccupato comprerà una Fiat grazie ai bonus di Stato. Nessun precario, licenziato, lavoratore a progetto cambierà la sua auto per lo sconto dello psiconano. L'auto va invece eliminata, magari un po' alla volta, per evitare gli effetti collaterali da assuefazione da pubblicità.
C'è da spostare una macchina! Bisogna cambiare le priorità degli interventi pubblici. Gli incentivi vanno dati alle aziende del futuro. Alle telecomunicazioni, alla Rete, ai pannelli fotovoltaici, al telelavoro (ultimi in Europa). Gli spostamenti ci rubano la vita, il tempo. L'unica risorsa deperibile al 100%. Dare incentivi alla Fiat è un tuffo nel passato. Ci sono milioni di ottime macchine usate parcheggiate nelle città italiane. Se siamo stanchi della nostra potremmo lanciare lo scambio di macchine. Per quale straordinario motivo dovremmo cambiarle? Per rilanciare la Fiat? Quella azienda che, da decenni, quando fa utili se li tiene e quando perde paga gli stipendi con la cassa integrazione? L'Italia è invasa da auto e da parcheggi in costruzione per auto che non ci entreranno mai. La crisi può essere una svolta. I soldi dello Stato, i nostri soldi, devono essere destinati alle energie rinnovabili, alla connettività, alla banda larga. Rilanciare l'economia e dare incentivi per le auto sono due cose incompatibili. E' come curare un drogato con un'overdose.
C'è da spostare una macchina! La priorità per lo sviluppo non è l'automobile. I costi sociali di inquinamento atmosferico e di occupazione di ogni spazio urbano, dal marciapiede, allo scivolo per i disabili, alle strisce pedonali, alle doppie e triple file, ai parchi per i bambini. Quando guardo la via di una città, mi sembra di essere in un incubo stile Matrix, circondato da lamiere e da tubi di scappamento ovunque. Con i miei sensi requisiti dalle macchine. Vedi macchine, respiri macchine, tocchi macchine, senti macchine. L'automobile è un incantesimo, un'abitudine indotta diventata un vizio insostenibile. Gli incentivi devono servire a stare fermi, non a muoversi, telelavoro non autostrade. Il lavoro non è stare in coda tutta la vita. La macchina è in crisi da molto prima della crisi. C'è un rigetto mondiale verso un ex status symbol che si è trasformato in un fastidioso e costoso elettrodomestico a 4 ruote. Negli Stati Uniti l'età della propria auto negli ultimi cinque anni è passatà da 59 a 77 mesi. E le vendite di auto sono crollate dal 2000, da 14,5 milioni a 8,5 milioni. C'è da spostare una macchina!

fonte: www.beppegrillo.it