CONTROLLO EMISSIONI INCENERITORI E CEMENTIFICIO DI COLLEFERRO
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20 ottobre 2010

Rassegna stampa del 20 Ottobre 2010

Colleferro, qualche batterio di troppo nell’acqua, il comune consiglia la bollitura

Per qualche giorno occorrerà bollire l’acqua prima del suo utilizzo. L’invito viene dal Comune a seguito dell’ordinanza sindacale con la quale si dispone, in via cautelativa, il divieto di uso umano dell’acqua erogata dall’acquedotto comunale gestito dalla Italcogim Reti S.p.A. L’ordinanza riguarda le zone del territorio servite dal solo acquedotto comunale, ad esclusione del quartiere IV Km.
“Le analisi hanno evidenziato indici di contaminazione batteriologica di piccola entità – precisa il sindaco Mario Cacciotti – e, quindi, solo in via cautelativa ho disposto l’ordinanza. I tecnici sono già a lavoro per individuare l’origine certa della problematica che presumiamo sia addebitabile ad una non proporzionata clorazione della rete”.
Mentre in queste ore avvisi e manifesti sono diffusi nelle zone interessate, per avvertire la cittadinanza come di norma, l’Amministrazione, scusandosi per il disagio che tale divieto potrà arrecare, fa sapere che si sta già lavorando per rimuovere in brevissimo tempo le cause che hanno determinato l’evento. Pochi giorni soli, quindi, per tornare alla normalità che sarà tempestivamente comunicata alla popolazione, quando il Sindaco revocherà l’interdizione, decisa a scopi del tutto precauzionali.

19 ottobre 2010

Rassegna stampa del 19 Ottobre 2010

Dopo la Centrale a Turbogas al IV Km, previsto un Termovalorizzatore a Labico confinante con Tagliente
Scritto da Impegno Civico per Artena   
Lunedì 18 Ottobre 2010 sito Grilli Artena (http://www.grilliartena.it/index.php?option=com_content&view=article&id=195:dopo-la-centrale-a-turbogas-al-iv-km-previsto-un-termovalorizzatore-a-labico-confinante-con-tagliente&catid=27:centrale-turbogas-tra-artena-e-colleferro&Itemid=91)

Siamo venuti a conoscenza da un quotidiano locale del 16/10/2010, dell'approvazione  di una zona industriale con annesso termovalorizzatore, confinante con i comuni di Palestrina (Carchitti), Labico, e Artena.  La vicinanza al casello autostradale della futura autostrada Labico-Cisterna, incoraggia molti pubblici amministratori locali, ad adottare varianti al PRG, per nuovi progetti di capannoni, manufatti, di complessi immobiliari come quello previsto a Tagliente dal Comune di Artena, senza preoccuparsi del peggioramento delle condizioni di vita dei residenti, della scarsa viabilità esistente, dell’ambiente e della salute pubblica. 
Una zona industriale di 180 ettari con annesso inceneritore, questo ha deliberato la maggioranza dei consiglieri del Comune di Labicocioè l’adozione di una variante in località Colle Spina nel territorio di Labico a circa 3 km in linea d’aria da Tagliente e dalle Macere, “Non bastava la centrale a turbogas sul confine est, al V km di Artena, per tutte le conseguenze ambientali che già esistono sul territorio inquinato della valle dei Latini (ex valle del sacco), adesso arriva, posizionato in una delle ultime zone verdi rimaste a Sud Roma che confina con il parco regionale dei castelli romani, la zona industriale con annesso termovalorizzatore. Consumare per bruciare, bruciare per consumare, questa è la logica una cultura politica, retaggio di degli anni settanta che ancora persiste negli attuali Amministratori Pubblici a tutti i livelli; una classe politica impreparata ai tempi della globalizzazione ed alla cultura della sostenibilità ambientale, ”non vede, non sente e non legge”, che nelle zone industriali di Roma e Frosinone sono in dismissione molti capannoni e fabbriche, per la delocalizzazione verso altre Nazioni dove si produce con costi ridotti di un quarto. 
L’autostrada Labico-Cisterna, darà luogo a devastanti interventi di trasformazione del territorio che riguarderanno Labico, Artena, Palestrina, Valmontone una sterminata distesa di cemento, asfalto, capannoni industriali, ed annesso inceneritore necessario anche alle grandi strutture della città dei balocchi di Valmontone e dell’outlet. L’opera, inserita nel piano nazionale delle opere pubbliche del Governo, anche se verrà realizzato da qui a dieci anni, allontanerà l’Italia dagli obiettivi del Protocollo di Kyoto e da uno sviluppo sostenibile  della città.
 Eppure siamo vicini a Colleferro che ha il poco invidiabile primato di essere una delle città più inquinate del Lazio, con dati epidemiologici spaventosi sull’insorgenza di alcune gravissime patologie, tumorali e respiratorie. Un prezzo altissimo da pagare in cambio della chimera del posto di lavoro. Un posto di lavoro che, nella migliore delle ipotesi, sarà di modesto livello, sottopagato e precario. Noi puntiamo ad uno sviluppo sostenibile che tenga conto delle caratteristiche del nostro territorio, senza seguire le chimere o i miraggi delle facili speculazioni, uno sviluppo che punta al recupero del centro storico per la ricettività e non al consumo di territorio, alla raccolta differenziata e non agli inceneritori, alla mobilità sostenibile su ferro e non su gomma. Gli Amministratori Provinciali e Regionali sono i primi responsabili per aver voluto privilegiare il trasporto delle merci su gomma, anziché investire sul disinquinamento ambientale ed alla riduzione del traffico, la scelta obbligata era quello del trasporto delle merci e delle persone su ferro, riducendo i costi economici, ambientali, sociali e rientrare negli obiettivi del protocollo di Kyoto.   Il nostro slogan politico “Svegliati Artena” è ancora più attuale, il sistema economico è in rapida trasformazione ed impone al settore produttivo moderne soluzioni tecnologiche, per rispondere alle esigenze di un nuovo modello di sviluppo più attento al consumo di territorio,  più sensibile alla qualità delle costruzioni e dell’aria, con l’obiettivo del riutilizzo dei prodotti, e della tutela dell’ambiente, per non far pesare sulla salute delle persone altri interventi, che produrranno sull’aria che respiriamo altre emissioni di gas nocive. L’ emissioni del termovalorizzatore in progetto a confine con Tagliente, oltre  a quelle  già esistenti a confine con Maiorana, quelle della centrale a turbogas al V km, quelle dovute al traffico dei mezzi pesanti per l’uscita del casello autostradale di Valmontone, renderanno il nostro territorio non più abitabile, firmate la petizione che in questi giorni si sta raccogliendo ad Artena, per sensibilizzare gli Amministratori Pubblici che sono i primi responsabili della scarsa gestione del territorio, ad una nuova politica urbana e territoriale che vede nella sostenibilità ambientale e nel risparmio energetico lo sviluppo del domani. Impegno civico per artena

18 ottobre 2010

RASSEGNA STAMPA RETUVASA del 18.10.10

La centrale fantasma

Terra  15/10/2010 (http://www.terranews.it/news/2010/10/la-centrale-fantasma)
COLLEFERRO. Con l’allarme ambientale ancora nell’aria, la Valle del Sacco ha detto sì a una nuova turbogas. Senza che i cittadini ne venissero a conoscenza, l’iter di approvazione del progetto è giunto a conclusione.
ll puzzle di Colleferro è completo. L’ultimo pezzo è una centrale turbogas, un impianto per la produzione di energia elettrica alimentato a metano che rilascia in atmosfera ossidi di azoto, monossidi di carbonio e particolato. Una tecnologia da più parti criticata per i rischi derivati dalle emissioni di polveri fini e ultrafini. A breve sorgerà in località Valle Secola, in direzione di Artena. A ridosso dell’abitato. A due chilometri dall’inceneritore, dai camini del cementificio e dal resto degli stabilimenti di un polo industriale che ha avvelenato la Valle del Sacco. Senza che i cittadini se ne accorgessero, l’iter di approvazione della centrale è giunto a conclusione. «Non sapevamo nulla di quanto stesse avvenendo - dice Albero Valleriani, portavoce della Retuvasa, Rete per la tutela della Valle del Sacco - e ci siamo trovati a confronto con questa minaccia quando la partita era ormai stata giocata».

I cittadini denunciano il «silenzio delle istituzioni» a tutti i livelli: «Come possiamo intervenire sulle scelte che riguardano il futuro della nostra città se nessuno provvede a informarci?» si chiede Valleriani. Stando a quanto racconta la Rete, il Comune di Colleferro non avrebbe provveduto a pubblicare sul proprio sito l’avviso relativo al progetto in corso di approvazione e il comitato sarebbe venuto a conoscenza della questione quando il termine per intervenire era ormai scaduto. «La Secosvim spa, società poponente che già gestisce la fornitura di energia del comprensorio industriale ex Bpd - racconta Valleriani - avrebbe depositato gli elaborati di progetto presso il Comune il 20 febbraio del 2009. In piena emergenza ambientale. Solo un mese prima, il sindaco di Colleferro, Mario Cacciotti (eletto per il Centro-destra con una lista civica), aveva rassicurato i cittadini ribadendo che “non avrebbe mai dato il suo assenso” alla realizzazione della centrale turbogas».
La partita della turbogas si gioca quasi tutta nei mesi successivi all’ennesimo allarme ambientale e sanitario che ha scosso i residenti della Valle del Sacco. Sempre tra gennaio e febbraio del 2009, i risultati di uno studio sullo stato di salute delle popolazioni residenti, condotto dal Dipartimento di Epidemiologia della Asl Roma E, confermavano quelli che a lungo erano rimasti soltanto dei sospetti: il territorio presentava nel suo complesso un quadro di mortalità e morbosità peggiore del resto del Lazio, dovuto principalmente alla lunga attività del complesso industriale.
Come se non bastasse, a marzo la città scopre che l’impianto di incenerimento rifiuti viene gestito in maniera criminale: nei forni si brucia di tutto con gravi danni per l’ambiente e pesanti ripercussioni per la salute dei cittadini. Colleferro accusa il colpo, ma ancora non basta: dopo appena due mesi, infatti, parte l’iter autorizzativo per la realizzazione della centrale turbogas. Gli Enti chiamati ad esprimere il proprio parere sull’opera votano tutti per il sì e la pratica passa velocemente da un ufficio all’altro. L’impianto sostituirà quello attualmente in funzione nel comprensorio dell’Avio e fornirà energia anche per altri insediamenti industriali. A decretarne la definitiva approvazione è la Conferenza dei servizi dell’11 dicembre 2009. All’appello però, almeno dall’analisi del resoconto stenografico dell’incontro, mancano due importanti attori: la Asl locale e Arpa Lazio.

«Come si può rilasciare un’autorizzazione senza il parere di uno dei principali enti di controllo come l’Arpa», si chiede la Rete di tutela della Valle del Sacco. Aggiunge Valeriani «Perché l’amministrazione comunale di Colleferro non ha richiesto alla Asl di competenza (RmG) di riferire sull’impatto per salute dei cittadini?». Di fronte alle polemiche, la scorsa settimana il Sindaco ha riunito titolari del progetto e associazioni (con l’esclusione però del Comune di Artena, coinvolto a suo malgrado in questa vicenda per motivi di vicinanza geografica), decidendo la sospensione dei lavori per 7 giorni.

Su proposta di un consigliere comunale, Leone del Ferraro, è stato dato incarico al Cnr di giudicare l’opportunità dell’impianto tenendo conto del contesto. Ma, per le associazioni ambientaliste attive nel territorio non si tratta che di una magra consolazione: «Cercare di includere i cittadini nelle decisioni da assumere con l’autorizzazione già rilasciata, - scrivono in una nota - rappresenta tutto, tranne la restituzione del diritto leso». Ora, secondo i comitati, non resta molto da fare: «Due gli scenari possibili - dicono - o revocare l’autorizzazione pagando un risarcimento milionario a favore della società proponente, oppure tenere la borsa chiusa e scaricare il danno su ambiente e salute».

Ma Colleferro non ci sta. «Stiamo valutando con i nostri legali la possibilità - spiegano i Comitati - di sollecitare l’apertura di una procedura d’infrazione contro l’Italia da parte della Direzione generale Ambiente della Commissione europea, per l’avvio delle procedure autorizzative in palese violazione della direttiva 2003/04 ». La Rete si riferisce alla Convenzione di Aarhus che prevede il diritto alla partecipazione dei cittadini nelle scelte pubbliche in materia ambientale. Colleferro è finita in un vicolo cieco che poteva essere evitato. Secondo le associazioni, la realizzazione di impianti ad energia rinnovabile, avrebbe risolto i problemi di fabbisogno per le aree industriali, senza i problemi connessi alla costrizione di una centrale turbogas. «Essere epicentro di un’emergenza ambientale, aver inquinato acqua, aria e suolo, minato la salute dei cittadini, anziché provocare sensi di colpa e concreti cambiamenti di rotta, sembra diventare quasi un titolo  di merito - dicono dalla Rete dei Tutela della Valle del Sacco -. Gli errori del passato vengono usati come un alibi per commetterne altri, assicurando ancora una volta, solo gli interessi di pochi a danno dell’intera collettività».


Colleferro, Bonelli: “la Turbogas è intollerabile. Chiederemo procedura d’infrazione per l’Italia”

“È incredibile il fatto che in un’area duramente provata sul fronte dell’inquinamento come quella della Valle del Sacco si sia avviato il progetto di una centrale turbogas, all’insaputa dei cittadini che si sono accorti a cose fatte, quando ormai i termini per le osservazioni erano chiusi, dell’esistenza del progetto. – afferma il Presidente e Capogruppo in Regione Lazio dei Verdi per la Costituente Ecologista, Angelo Bonelli – Chiunque abbia autorizzato questo impianto ha fatto un grave errore. L’area di Colleferro è una zona già troppo provata sul fronte della salute dei cittadini, come dimostra l’indagine epidemiologica condotta dall’ Asl Roma E e che ha rilevato la presenza di sostanze nocive nel sangue dei cittadini della Valle del Sacco. Per non parlare di ciò che è successo all’inceneritore di Colleferro dove una banda di criminali che gestiva l’impianto aveva manomesso i sistemi di rilevazione dell’inquinamento per poter bruciare impunemente rifiuti tossico nocivi”.   “Ora arriva la turbogas completa di tutte le autorizzazioni pronta per essere costruita in spregio alla salute dei cittadini. – conclude Bonelli – Ci opporremo a tutti i costi a questo impianto, chiedendo e rendendo pubblici prima di tutto gli atti e appoggiando le iniziative dei cittadini per aprire una procedura d’infrazione verso l’Italia per aver ignorato in maniera colpevole la direttiva 2003/04 che impone la partecipazione dei cittadini alle scelte in maniera d’ambiente. La Valle del Sacco ha bisogno di un serio piano di bonifica e di riqualificazione ambientale che deve partire ora, non di altri impianti inquinanti”.

17 ottobre 2010

Rassegna stampa del 15 Ottobre 2010

ARTENA: Giunta, minirimpasto...in famiglia    Il Consiglio dice no alla turbogas
La Città, 15 ottobre 2010, pag.21 (http://www.eccolanotiziaquotidiana.it/wp-content/newspaper/LaCittaMetropolitana/Anno%20II%20numero%2036.pdf)
Si dimette, per motivi personali Manolo Bucci Paolo Mattozzi passa dalla Presidenza  del Consiglio ai Lavori Pubblici,  al suo posto 
Massimiliano Petrichella. Passa a maggioranza il no alla centrale  turbogas e  all’elettrodotto....

Fare Ambiente: “Scoperta nuova discarica di rifiuti tossici”

La Città, 15 ottobre 2010, pag.21 (http://www.eccolanotiziaquotidiana.it/wp-content/newspaper/LaCittaMetropolitana/Anno%20II%20numero%2036.pdf)

Nonostante i proclami del Commissario alla Bonifica nella Valle  del Sacco  si scopre un’altra discarica di rifiuti tossici E sulla turbogas
emerge il problema sicurezza.
“Ancora  inquinamento del  terreno  vicino  al iume   Sacco. Questa volta  le  indagini  sono scattate grazie alla denuncia di un ex operaio di uno stabilimento farmaceutico di Anagni, oggi gravemente malato, ed i vigili del fuoco stanno facendo riemergere rifiuti tossici in un segmento di terreno di circa 10 ettari  posizionato nei pressi dell'autostrada  Roma  Napoli, nel territorio del comune di Anagni.
Anche per questo  gravissimo episodio è necessario fare immediata chiarezza sulle responsabilità e sui danni ambientali che sono  stati creati, nonché  in  merito  ai  danni alla salute che  hanno potuto causare tale sostanze  tossiche  che dovevano  essere  rego-
larmente smaltite”. E’ quanto dichiara Piergiorgio  Benvenuti, Coordinatore  per  il Lazio del  Movimento Ecologista  Europeo  –
Fare Ambiente...

15 ottobre 2010

RASSEGNA STAMPA RETUVASA del 15.10.10

Una raccolta firme contro il progetto   Attesa per le analisi di laboratorio

Cinque, 14 ottobre 2010, pag. 16  (http://cinquegiorni.hive.it/Archivio/7/14_ottobre.pdf)

L’iniziativa intrapresa dalle associazioni ambientaliste, in collaborazione con il Comitato dei cittadini locale, intende sottoporre  all’attenzione dell’Unione Europea le presunte “irregolarità riscontrate nell’iter urbanistico”                                                                     
E’ partita in questi giorni una petizione popolare per il no al progetto della Turbogas in località IV Chilometro tra Artena e Colleferro. L’iniziativa intrapresa dalle associazioni ambientaliste in collaborazione con il Comitato dei cittadini locale, RETUVASA intende sottoporre all’attenzione dell’Unione Europea le presunte “irregolarità"...


La polemica
Cinque, 14 ottobre 2010, pag. 16  (http://cinquegiorni.hive.it/Archivio/7/14_ottobre.pdf)

  Cacciotti: «I lavori  in corso riguardano  lo sbancamento  del terreno»
Difende il suo operato il sindaco Mario Cacciotti contro chi lo aveva accusato di superficialità e disattenzione nella vicenda Turbogas al IV Chilometro, annunciando la convocazione di un Consiglio comunale straordinario. «Sto aspettando i risultati che ci verranno consegnati a breve – dice Cacciotti"...

Un circostanziato documento di Retuvasa: Artena non convocata al “tavolo”
Centrale “Turbogas” di Colleferro
, tutti insieme per fare chiarezza...
Quotidiano sera, 14 ottobre 2010, pagg. 1-2 (http://www.cronachecittadine.it/ArchivioCCQ/955/Pagina1.pdf)

Tenace battaglia degli ambientalisti locali contro la centrale
Campagna elettorale sarà impostata sul problema “turbogas”?
COLLEFERRO  - Da Retuvasa, Rete per la Tutela della Valle del Sacco e le Associazioni Ambientaliste, riceviamo e pubblichiamo il seguente e ben documentato comunicato stam-
pa. “Tutti convocati, ricercatori del cnr, consiglieri dell’opposizione, di maggioranza, tecnici
della turbogas, sindacalisti, ambientalisti e assessori provinciali, regionali e comitati di cit-
tadini...

Sempre alta l’attenzione del Pd Carella: Perchè vanno avanti i lavori al  IV Km?
Quotidiano sera, 14 ottobre 2010, pagg. 1-2 (http://www.cronachecittadine.it/ArchivioCCQ/955/Pagina1.pdf)
COLLEFERRO  -  E’Sempre alta l’attenzione del Partito Democratico sulla realizzazione della centrale a turbogas al IV Km.  «I lavori continuano - afferma l’on. Renzo Carel- la capogruppo Pd in consiglio comunale - e questo ègrave perché ancora non si verifica l’iter amministrativo e non si valutano gli eventuali aggravi sulla situazione ambientale di
Colleferro già fortemente compromessa...

14 ottobre 2010

RASSEGNA STAMPA RETUVASA


  • Ciascuno di noi ha un ruolo nella vicenda Turbogas: la nostra funzione è quella di comunicare a quante più persone possibili tutto quello che sappiamo a riguardo. In sintesi, sembra che gli industriali della Secosvim si siano messi in testa di sostituire l’attuale impianto con uno nuovo, molto molto molto più potente. E va bene. Hanno chiesto i permessi del caso. Le trattative iniziano tre anni fa, solo nel dicembre 2009 viene formalizzato tutto. L’iter autorizzativo è stato brevissimo. Regione, Provincia e Comune di Colleferro dicono: d’accordo, potete iniziare i lavori. E lo fanno senza informare i cittadini. Così, mentre leggete, i lavori vanno avanti...(http://artenaonline.it/)