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11 luglio 2010

Respirare smog modifica il Dna in soli sette giorni, lo rivela uno studio italiano

Pubblichiamo un interessante articolo tratto dal blog Medicina 33.

La conferma che l'espressione da noi coniata di UGM - umani geneticamente moficiati è purtroppo azzeccata e d'atttualità!


Milano - (Adnkronos Salute) - Per scatenare il fenomeno di riprogrammazione dei geni basta una settimana con pm10 sopra la soglia . Le ricerche effettuate su vigili urbani, anziani e operai di un'acciaieria. Gli esperti dell'università Statale di Milano: ''E' come se vivere esposti al traffico faccia invecchiare prima''



Respirare smog ci cambia il Dna. E bastano solo 7 giorni con i livelli di Pm10 sopra la soglia limite per scatenare questo fenomeno di

riprogrammazione dei geni. Parola di scienziati italiani. Un gruppo di ricercatori dell'università Statale di Milano (Policlinico di Milano) ha studiato prima i vigili urbani della metropoli lombarda, poi gli anziani di Boston, adesso gli operai di un'acciaieria italiana. E i risultati sono sempre gli stessi: "Abbiamo scoperto che nelle cellule di persone esposte all'inquinamento dell'aria, il livello di metilazione del Dna (cioè l'aggiunta di particolari gruppi chimici a regioni specifiche di Dna) cambia rispetto a chi non lo è", spiega all'Adnkronos Salute uno degli autori delle ricerche, Andrea Baccarelli, responsabile del Centro di epidemiologia molecolare e genetica del Policlinico di Milano e adjunct professor all'Harvard School of Public Health di Boston.

"In pratica - conferma - stiamo dimostrando che respirare aria inquinata può mettere a soqquadro il nostro Dna, determinando la riprogrammazione della funzione dei nostri geni, anche soltanto dopo 7 giorni caratterizzati da livelli di inquinamento sopra la soglia". Il nuovo filone di ricerca sarà al centro della sessione inaugurale del 21esimo International Thrombosis Congress, che si terrà da domani al 9 luglio a Milano. L'appuntamento scientifico è presieduto da Pier Mannuccio Mannucci, professore ordinario di medicina interna all'università di Milano e direttore della Clinica Medica del Policlinico di Milano. Una prima evidenza era arrivata da uno studio che aveva coinvolto in tutto circa 200 persone fra cui i vigili urbani di Milano, categoria particolarmente esposta alle polveri sottili, lavorando in mezzo al traffico cittadino. I vigili erano stati confrontati con impiegati di ufficio e le differenze fra i due gruppi erano balzate subito agli occhi.






Da qui la decisione di allargare la ricerca. "Siamo volati a Boston dove abbiamo analizzato i campioni di sangue di 1.800 anziani, anche centenari, soggetti più suscettibili agli effetti dello smog", racconta lo specialista. Anche in questo caso sono risultati cambiamenti nel Dna. "Lo studio è confermato da indagini simili che stiamo conducendo su popolazioni italiane e la cosa interessante - sottolinea Baccarelli - è che nella stessa popolazione in cui si è osservata, in concomitanza di picchi di inquinamento, una consistente diminuzione della metilazione di particolari regioni del genoma, si è anche osservato un aumento della frequenza di infarti e ictus. Questo ci fa sospettare che i due fenomeni siano legati".



Ulteriori conferme stanno arrivando dallo studio sugli operai dell'acciaieria. "Li abbiamo reclutati perché lavorano in ambienti in cui le polveri sottili sono molto alte e sono soggetti a un'esposizione intermittente che ci permette di analizzare gli effetti sul Dna a fine turno, facendo confronti con i valori registrati all'inizio del turno. Dai primi risultati è emerso che i geni infiammatori vengono riprogrammati completamente dalle polveri sottili. E questo tipo di alterazione epigenetica predispone alla trombosi", avverte l'esperto.



Questo filone di ricerca nasce da dati epidemiologici: "Abbiamo osservato che le polveri sottili, un insieme di inquinanti aerei e solidi generati da processi di combustione (traffico ma anche da riscaldamento domestico e attività industriali), attivano in senso infiammatorio le cellule immunitarie presenti nelle vie aeree, in particolare i macrofagi alveolari - spiega Mannucci - Queste cellule residenti nei bronchi e nei polmoni, contaminate dalle polveri, producono grandi quantità di 6 citochine, che innescano una generale reazione infiammatoria, la quale può manifestarsi sotto forma di asma o allergia respiratoria, ma può anche dare origine a un evento trombotico".



La teoria degli scienziati italiani è che questo fenomeno dipenda da un processo di riprogrammazione dei meccanismi molecolari di tipo epigenetico. Questi cambiamenti nella metilazione, riflettono gli specialisti, possono anche verificarsi spontaneamente, fisiologicamente, con l'invecchiamento. "E' come se vivere esposti al traffico e allo smog ci facesse invecchiare prima", commenta Baccarelli. Ora l'obiettivo è capire se si tratta, come sembra, di un fenomeno reversibile e se esistono dei comportamenti 'protettivi'.



In cantiere c'è un ambizioso progetto di ricerca: "Vorremmo seguire per 10 anni 2-3 mila persone e capire come l'inquinamento modifica punto per punto l'intero genoma umano, analizzando la metilazione. I mezzi per farlo li abbiamo e ci vorrebbero un paio d'anni per arrivare ai risultati", assicura Baccarelli. E' già scattata la ricerca di finanziamenti. "Seguire le persone per un lungo periodo di tempo ci permetterebbe di scoprire se gli effetti dello smog si accumulano o si dissolvono quando viene rimossa la fonte di inquinamento. Non solo: vogliamo capire se una dieta particolarmente salutare può fare da scudo contro l'inquinamento anche a livello epigenetico", annuncia lo scienziato.




Stesso discorso per l'attività fisica. "Gli effetti dell'inquinamento atmosferico non si fermano all'apparato respiratorio, ma coinvolgono molti altri distretti dell'organismo, tra cui il sistema cardiocircolatorio - conclude Baccarelli - tanto che uno studio da me guidato, eseguito in Lombardia in collaborazione con il Centro trombosi del Policlinico e pubblicato su Archives of Internal Medicine nel 2008, aveva dimostrato che con un aumento di 10 microgrammi di Pm10 per metro cubo d'aria, si ha un incremento del 70% del rischio di trombosi".

 

fonte:http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Respirare-smog-modifica-il-Dna-in-soli-sette-giorni-lo-rivela-uno-studio-italiano_641425621.html

16 aprile 2010

SMOG: DOMENICA '100 STRADE PER GIOCARE' ANCHE A ROMA E NEL LAZIO

(ASCA) - Roma, 17 apr - Giochi ormai dimenticati come rubabandiera, nascondino, campana, tiro alla fune, ma anche musica, spettacoli e danze. Domenica 18 Aprile torna anche nel Lazio 100 Strade per giocare, la storica iniziativa di Legambiente che ormai da 16 anni chiude le strade e le piazze alle automobili per aprirle ai giochi dei bambini, ma anche dei piu' grandi, e ricreare cosi' almeno per un giorno ''una citta' a misura d'uomo''. Il tema di quest'anno sara' la mobilita', per rimettere al centro del dibattito il tema della sicurezza lungo le strade e di una mobilita' piu' sostenibile che liberi la citta' dal traffico e dallo smog e permetta una migliore fruizione degli spazi pubblici.

Gli ultimi dati sullo smog parlano di una vera emergenza ambientale e sanitaria a Frosinone, Roma, Colleferro e Ciampino, con il capoluogo ciociaro che, con 57 superamenti dei limiti di legge dall'inizio dell'anno, rappresenta la seconda citta' piu' inquinata d'Italia.

7 aprile 2010

Smog: i tristi dati di Legambiente


SMOG, LEGAMBIENTE: NEL 2010 FROSINONE FUORILEGGE 57 VOLTE, CINECITTÀ 25

Cinquantasette superamenti dall'inizio dell'anno a Frosinone, 33 a Colleferro, 25 a Cinecittà nella capitale, 23 a Ciampino e 22 a Preneste (Roma), Francia (Roma) e Latina: ecco il quadro dell'inquinamento da polveri sottili PM10 nel Lazio, a soli tre mesi dall'inizio del 2010, come registrato dal sito www.lamiaaria.it e dai dati dell'Arpa Lazio, rilanciati oggi dal Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzato anche grazie al contributo di Telecom Italia, al termine dei suoi 45 giorni di monitoraggio sull'inquinamento atmosferico e acustico. Frosinone, spiega una nota di Legambiente, si conferma purtroppo una delle città più inquinate di Italia, guadagnando, con i suoi 57 sforamenti, il secondo posto nel Paese per il maggior numero di superamenti del limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili fissato dalla legge. (omniroma.it)


La riflessione prosegue con questo articolo tratto da http://www.studio93.it/

Polveri Sottili nel Lazio: cinquantasette superamenti dall'inizio dell'anno a Frosinone, 33 a Colleferro, 25 a Cinecittà nella Capitale, 23 a Ciampino e 22 a Latina: ecco il quadro desolante dell'inquinamento da polveri sottili PM10 nella nostra regione, a soli tre mesi dall'inizio del 2010, come registrato dal sito www.lamiaaria.it e dai dati dell'Arpa Lazio, rilanciati oggi dal "Treno Verde" di Legambiente e "Ferrovie dello Stato", al termine dei 45 giorni di monitoraggio sull'inquinamento atmosferico e acustico. "I dati confermano che in diverse grandi città del Lazio l'aria è fuorilegge un giorno ogni due, tre o quattro al massimo, una situazione che desta grande preoccupazione per le gravi ripercussioni sulla salute umana e che va riportata sotto controllo con interventi seri e determinati -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Frosinone è addirittura una delle città italiane più assediate dallo smog, ma l'inquinamento da polveri sottili non salva purtroppo Roma né Colleferro, Cassino, Ciampino, o Latina, delineando un cattivo stato della qualità dell'aria".



Da ricordare che il Lazio, - secondo i dati Aci contenuti nel rapporto Ambiente Italia - con ben 674 auto e 114 motocicli ogni 1.000 abitanti, si piazza secondo in Italia per tasso di motorizzazione, con un parco veicolare complessivo comprendente circa 3milioni e 800mila auto, 640.834 motocicli, 444.801 mezzi per il trasporto merci

17 marzo 2010

Osservatorio PM10 Valle del Sacco

CLICCA SULL'IMMAGINE PER ACCEDERE ALLA
MATRICE DEI DATI E AI GRAFICI AGGIORNATI


RETUVASA annuncia la costituzione di un
osservatorio permanente sul livello delle PM10 nella Valle del Sacco.
__________________________________
Considerata l'incidenza che le PM10 hanno sulle popolazioni della Valle del Sacco, stretta nella morsa dello smog e degli scarichi industriali di Colleferro, Anagni e Frosinone, RETUVASA ha iniziato un monitoraggio continuativo sui dati disponibili delle polveri sottili in tutta la Valle.

Le osservazioni si basano sui dati pubblicati quotidianamente dall'ARPA Lazio (http://www.arpalazio.net/main/aria/sci/annoincorso/rpgg.php?prov=RM) ed interessa i succitati comuni.

L'osservatorio PM 10 di RETUVASA

- aggiorna tabelle e grafici quotidianamente con i dati dell'ARPA, in maniera da rendere visivamente più semplice ed immediato per i cittadini e operatori del settore conoscere l'andamento dell'inquinamento e gli eventuali superamenti dei limiti di legge.

- notifica immediatamente agli organi di stampa ed alla cittadinanza quando un comune eccede il limite nazionale di sforamenti.

- sollecita e monitora l'operato delle amministrazioni comunali affinchè adempiano agli obblighi di legge previsti dal Piano di Risanamento dell'Aria della Regione Lazio

- controlla costantemente l'evolversi di progetti e pianificazioni sul territorio che rischiano di aggravare la già preoccupante situazione generale della Valle del Sacco (vedi turbogas-Secosvim ecc ecc)

- redige una relazione quadrimestrale con la pubblicazione dei dati raccolti.

- redige una relazione annuale di comparazioni con gli anni precedenti e tutte le altre considerazioni del caso.

E' auspicabile l'installazione di una centralina di rilevamento anche nel comune di Valmontone, interessato nei prossimi anni ad un inevitabile boom derivato dall'apertura del nuovo parco di divertimenti e del distretto artigianale.

Saranno anche sollecitate le amministrazioni comunali per una più corretta collocazione delle centraline che da più operatori sono state definite mal collocate e poco rappresentative del reale livello di inquinamento medio dei centri cittadini.

E' possibile pubblicare l'immagine con il link ai grafici in ogni sito web o blog.

Basta copiare ed incollare il codice qui sotto nella propria pagina web



Per commenti, supporto e segnalazioni:

http://www.retuvasa.org

retuvasa@gmail.com

28 dicembre 2009

Polveri sottili, Frosinone ultimo nel Lazio

L'inquinamento da polveri sottili a Frosinone nell'anno 2009 non è affatto migliorato, anzi negli ultimi 365 giorni sono stati registrati ben 118 superamenti dei limiti giornalieri di polveri sottili a fronte dei 117 del 2008.

Un primato negativo che fa del capoluogo ciociaro la maglia nera della regione Lazio. Frosinone, tra i centri monitorati dall'Arpa, si colloca di gran lunga davanti agli altri, avvicinandosi a quota 120 violazioni, rispetto ai soli 66 sforamenti di Roma (seconda in classifica), Colleferro (64), Roma Tiburtina (60).

Una situazione alquanto preoccupante per tutti i cittadini del capoluogo e della Ciociaria tutta che, impotenti, sono costretti a respirare un'aria a dir poco viziata.


fonte: www.civisonline.it