Pubblichiamo l'intervento di Fittipladi durante la presentazione del libro COSI CI UCCIDONO, dove, neanche a dirlo, un intero capitolo è dedicato alle vicende del 2009 che hanno interessato gli inceneritori di Colleferro.
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5 luglio 2010
16 aprile 2010
Riflessioni sulla presentazione “Veleni di Stato” e “Così ci uccidono”
La Rete per la Tutela della Valle del Sacco sottolinea il successo della presentazione dei libri diGianluca Di Feo “Veleni di Stato” e “Così ci uccidono” di Emiliano Fittipaldi La numerosissima e attiva partecipazione, con rappresentanze dell’intera Valle del Sacco, ha
permesso autorevolmente l’allarme per il rischio di distruzione del territorio. Entrambi gli autori, seppur nella diversità dei loro scritti, hanno saputo trovare un filo conduttore per vicende che
ci hanno toccato e ci toccano da vicino, avanzando le loro considerazioni sul futuro. Di Feo, con il suo libro coraggioso, ha ripercorso in modo chiaro la storia dei veleni sversati nei nostri mari e ancora presenti nei depositi italiani derivanti dalla produzione di armi chimiche prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale.
Riguardo alla Snia BPD, ci ha confermato che essa, grazie ai suoi aboratori di progettazione, vendeva a Saddam Hussein armi convenzionali, quali proiettili di artiglieria e razzi, con le indicazioni su come effettuare modifiche per renderle armi chimiche o armi di distruzione di
massa. Documenti di migliaia di pagine, prelevati da archivi britannici, consegnatici da Di Feo e ora accessibili al pubblico. Documenti contenenti informazioni che il nostro paese tiene secretate oppure non conosce minimamente. Un lavoro di ricerca che ha già prodotto scalpore
Il libro di Fittipaldi ci tocca direttamente nel presente, descrivendo nel dettaglio i recenti fatti avvenuti a Colleferro e nella Valle del Sacco. Dagli arresti per gli inceneritori di Colleferro, indietro nel tempo, fino alla contaminazione delle acque, dei terreni e degli esseri umani. Il tutto attraverso una cronologia minuziosa. I due libri ci avvicinano idealmente ad altri siti in Italia che si trovano in analoghe condizioni e marchiano il nostro distretto industriale come uno dei siti più inquinati d’Europa. Le riflessioni di entrambi gli autori evidenziano come la politica, la burocrazia, la lentezza della giustizia, devono spingere la società civile a comprendere la necessità di prendere posizione più ferma nel rivendicare il rispetto dei diritti fondamentali. Resistere e battersi è la parola d’ordine. Gli interventi dell’incontro sono stati punteggiati da spunti di riflessione utili per promuovere intenti di azione congiunta, e dalla descrizione di situazioni delicate che riguardano nodi della Valle come Anagni. Qui, la Marangoni Tyre, nonostante la situazione di emergenza e specificamente la contaminazione da diossina in località “Quattro Strade” (a ridosso dell’azienda in questione che ha già un inceneritore di pneumatici in funzione da un decennio), propone progetti potenzialmente ad altissimo impatto ambientale: un inceneritore di residui della rottamazione di autoveicoli, che se approvato sarebbe unico in Europa. Ci sono due strade da percorrere. La prima è rimanere disillusi e inerti delegando le decisioni per la nostra vita e quella dei nostri figli. La seconda, contraria alla precedente, consiste nell’affermarci attraverso l’autodeterminazione e la partecipazione democratica Da segnalare l’assenza totale dei nostri amministratori, a conferma di quanto detto in precedenza.
Valle del Sacco, 16 aprile 2010
permesso autorevolmente l’allarme per il rischio di distruzione del territorio. Entrambi gli autori, seppur nella diversità dei loro scritti, hanno saputo trovare un filo conduttore per vicende che
ci hanno toccato e ci toccano da vicino, avanzando le loro considerazioni sul futuro. Di Feo, con il suo libro coraggioso, ha ripercorso in modo chiaro la storia dei veleni sversati nei nostri mari e ancora presenti nei depositi italiani derivanti dalla produzione di armi chimiche prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale.
Riguardo alla Snia BPD, ci ha confermato che essa, grazie ai suoi aboratori di progettazione, vendeva a Saddam Hussein armi convenzionali, quali proiettili di artiglieria e razzi, con le indicazioni su come effettuare modifiche per renderle armi chimiche o armi di distruzione di
massa. Documenti di migliaia di pagine, prelevati da archivi britannici, consegnatici da Di Feo e ora accessibili al pubblico. Documenti contenenti informazioni che il nostro paese tiene secretate oppure non conosce minimamente. Un lavoro di ricerca che ha già prodotto scalpore
Il libro di Fittipaldi ci tocca direttamente nel presente, descrivendo nel dettaglio i recenti fatti avvenuti a Colleferro e nella Valle del Sacco. Dagli arresti per gli inceneritori di Colleferro, indietro nel tempo, fino alla contaminazione delle acque, dei terreni e degli esseri umani. Il tutto attraverso una cronologia minuziosa. I due libri ci avvicinano idealmente ad altri siti in Italia che si trovano in analoghe condizioni e marchiano il nostro distretto industriale come uno dei siti più inquinati d’Europa. Le riflessioni di entrambi gli autori evidenziano come la politica, la burocrazia, la lentezza della giustizia, devono spingere la società civile a comprendere la necessità di prendere posizione più ferma nel rivendicare il rispetto dei diritti fondamentali. Resistere e battersi è la parola d’ordine. Gli interventi dell’incontro sono stati punteggiati da spunti di riflessione utili per promuovere intenti di azione congiunta, e dalla descrizione di situazioni delicate che riguardano nodi della Valle come Anagni. Qui, la Marangoni Tyre, nonostante la situazione di emergenza e specificamente la contaminazione da diossina in località “Quattro Strade” (a ridosso dell’azienda in questione che ha già un inceneritore di pneumatici in funzione da un decennio), propone progetti potenzialmente ad altissimo impatto ambientale: un inceneritore di residui della rottamazione di autoveicoli, che se approvato sarebbe unico in Europa. Ci sono due strade da percorrere. La prima è rimanere disillusi e inerti delegando le decisioni per la nostra vita e quella dei nostri figli. La seconda, contraria alla precedente, consiste nell’affermarci attraverso l’autodeterminazione e la partecipazione democratica Da segnalare l’assenza totale dei nostri amministratori, a conferma di quanto detto in precedenza.
Valle del Sacco, 16 aprile 2010
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13 aprile 2010
presentazione a Colleferro dei libri di G. Di Feo "Veleni di stato" e di E. Fittipaldi "Così ci uccidono" - Colleferro, 15 aprile
Associazione Culturale Gruppo Logos
Rete per la Tutela della Valle del Sacco
Unione Giovani Indipendenti
L'Associazione Culturale Gruppo Logos, la Rete per la tutela della Valle del Sacco e
l'Unione Giovani Indipendenti presentano Gianluca Di Feo "Veleni di Stato" Ed. Bur
Biblioteca Univ. Rizzoli e Emiliano Fittipaldi "Così ci uccidono - Storie, affari e segreti
dell'Italia dei veleni”, Ed. Rizzoli Un viaggio nell'abisso degli orrori d'Italia. Documenti, storie
e segreti di avvelenatori e avvelenati, protagonisti di un disastro nazionale di cui nessuno vuol
parlare. Citata nei due testi, la Valle del Sacco, attraverso la presenza pluridecennale di industrie
chimiche e belliche, si conferma corresponsabile della devastazione fuori e dentro i suoi confini.
Giovedì 15 aprile 2010, ore 17.30 - Colleferro - Sala Ludus (retro Chiesa S. Barbara) - via
Leonardo Da Vinci - info: 3356545313
Che fine hanno fatto le armi chimiche e batteriologiche sperimentate nei laboratori del Duce? Tutta
la verità sul nostro pericoloso e potente arsenale segreto. Una macchina di morte che continua
silenziosa a inquinare la vita degli italiani --- Nel 1941 l’Italia disponeva di uno dei più grandi
arsenali di armi chimiche del mondo. Antrace, iprite, virus, batteri: la fabbrica dei veleni creati per
costruire l’impero della dittatura fascista ha divorato vittime in Libia e in Etiopia, ha colpito i
combattenti spagnoli che lottavano per la libertà, lasciando dietro di sé una scia di malattie e
dolore. Ma la creazione di questi stessi veleni ha preteso un prezzo altissimo anche all’Italia:
durante le fasi di sperimentazione, e poi con il concludersi della guerra, intere zone del nostro
Paese sono state contaminate dagli esperimenti, ordigni sono stati abbandonati davanti alle coste
delle Marche e della Puglia, testate letali sono state scaricate attorno a Ischia. Tutto ciò, a partire
dal dopoguerra, è scivolato nel più assoluto silenzio. Gianluca Di Feo ricostruisce la sorte delle
fabbriche di queste sostanze e dei laboratori usati per studiare i distillati tossici e mai bonificati: nel
Golfo di Napoli, sulla costa di Pesaro, sulle rive del Lago Maggiore, nei boschi della Tuscia.
Industrie e depositi nascosti per decenni da ministri, generali, industriali, un segreto vissuto nel
silenzio per generazioni. Attraverso documenti inediti e secretati, denunce inascoltate delle
popolazioni, testimonianze e sopralluoghi, Di Feo compie un viaggio nell’abisso più nero della
nostra storia. Un abisso ancora aperto. Emiliano Fittipaldi e’ un giornalista da L’Espresso, da poco
è uscito il suo libro, edito da Rizzoli, «Così ci uccidono. Storie, affari e segreti dell'Italia dei veleni».
É una denuncia circostanziata di come il Bel Paese galleggi oramai su un «fondo 'gelatinoso'
familistico, combriccolare, spregiudicato, avidissimo» (come scrive D'Avanzo su Repubblica) e che
è fatto soprattutto di veleni. Sono in ciò che mangiamo, respiriamo, beviamo. Sono le fondamenta
dei luoghi in cui lavoriamo e malamente viviamo. Nel libro di Emiliano Fittipaldi si legge infatti: «I
veleni trasudano dalle fondamenta delle scuole. Dai giardini degli ospedali. Dagli anfratti dove
sono stati seppelliti. Un letame tossico che contamina un territorio grande come la Liguria (...).
Siamo in pericolo nei gesti più semplici e vitali: vivere, respirare, bere, nutrirsi; in pericolo,
nonostante per proteggerci siano state bruciate cifre incalcolabili di soldi pubblici. Soldi nostri, finiti
in privatissime tasche». Cosa potremmo fare per rovesciare le loro tasche e invertire la tendenza?
Esistono insomma esempi di buone pratiche altrove? E qui da noi? «Bisogna diffondere le
informazioni, bisogna indignarsi, e raccontare. Quello che si sa, la verità che nessuno vuole sentir
dire. Per modificare l'etica di una nazione c'è bisogno di tempo. Tanto tempo. Se nessuno inizia,
però, non cambierà mai».
Valle del Sacco, 06 Aprile 2010
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6 aprile 2010
Presentazione Libri
L'Associazione Culturale Gruppo Logos,
la Rete per la tutela della Valle del Sacco,
l'Unione Giovani Indipendenti
presentano
Gianluca Di Feo "Veleni di Stato"
e
Emiliano Fittipaldi "Così ci uccidono
Storie, affari e segreti
dell'Italia dei veleni”.
dell'Italia dei veleni”.
Un viaggio nell'abisso degli orrori d'Italia.
Una giornata di dibattito insieme agli autori
Giovedì 15 Aprile ore 17:30
Sala Ludus - Chiesa S.Barbara - Colleferro
CS_Presentazione Di Feo e Fittipaldi_060410
Giovedì 15 Aprile ore 17:30
Sala Ludus - Chiesa S.Barbara - Colleferro
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8 marzo 2010
La valle del sacco su raitre
Presentazione del libro “così ci uccidono” su raitre durante la trasmissione le storie di corrado augias. ecco il filmato:
Emiliano Fittipaldi è un giornalista de L’Espresso, da poco è uscito il suo libro, edito da Rizzoli, “Così ci uccidono. Storie, affari e segreti dell’Italia dei veleni”.
Questa la descrizione in quarta di copertina:
“Forse siete convinti di scegliere sempre il meglio, e al supermercato passate ore a selezionale prodotti di qualità. Ma nel cibo che mangiate, nell’acqua che bevete, nell’aria che respirate e nei cosmetici che vi spalmate sul corpo i veleni sono in agguato. Tra gli avvelenatori non ci sono solo camorristi, mafiosi e criminali risaputi. La categoria comprende anche personaggi insospettabili. Politici ufficialmente impegnati nella tutela dell’ambiente ma che, tra i beni di famiglia, possiedono aziende accusate di minare la salute dei dipendenti. Industriali milionari che confezionano i prodotti di marche famose con materiali scadenti e nocivi, vere e proprie bombe a orologeria per i consumatori. Sindaci e assessori che di fronti ad analisi inquietanti sulle sostanze tossiche contenute nell’acqua comunale preferiscono tacere per non allarmare inutilmente la popolazione. Responsabili delle bonifiche di aree gravemente contaminate, nel cuore dei nostri centri urbani, che lavorano solo per gonfiare il proprio portafogli, incuranti di chi in quelle zone vive o andrà a vivere. Sembra incredibile, ma succede di rado che queste storie clamorose trovino spazio nelle cronache di stampa e televisione”.
grazie agli amici di
http://beppegrilloanagni.wordpress.com/
Emiliano Fittipaldi è un giornalista de L’Espresso, da poco è uscito il suo libro, edito da Rizzoli, “Così ci uccidono. Storie, affari e segreti dell’Italia dei veleni”.
Questa la descrizione in quarta di copertina:
“Forse siete convinti di scegliere sempre il meglio, e al supermercato passate ore a selezionale prodotti di qualità. Ma nel cibo che mangiate, nell’acqua che bevete, nell’aria che respirate e nei cosmetici che vi spalmate sul corpo i veleni sono in agguato. Tra gli avvelenatori non ci sono solo camorristi, mafiosi e criminali risaputi. La categoria comprende anche personaggi insospettabili. Politici ufficialmente impegnati nella tutela dell’ambiente ma che, tra i beni di famiglia, possiedono aziende accusate di minare la salute dei dipendenti. Industriali milionari che confezionano i prodotti di marche famose con materiali scadenti e nocivi, vere e proprie bombe a orologeria per i consumatori. Sindaci e assessori che di fronti ad analisi inquietanti sulle sostanze tossiche contenute nell’acqua comunale preferiscono tacere per non allarmare inutilmente la popolazione. Responsabili delle bonifiche di aree gravemente contaminate, nel cuore dei nostri centri urbani, che lavorano solo per gonfiare il proprio portafogli, incuranti di chi in quelle zone vive o andrà a vivere. Sembra incredibile, ma succede di rado che queste storie clamorose trovino spazio nelle cronache di stampa e televisione”.
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